Podcast del mio intervento sul Complex Learning al DULP’09

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Complex Learning: un modo possibile di essere DULP

k0137298Tra i nuovi paradigmi formativi che stanno emergendo negli ultimi anni il DULP ha la caratteristica di rappresentare i processi di insegnamento e di apprendimento nelle forme variabili della liquidità moderna.

DULP è

D per Design Inspired Learning

U per Ubiquitous Learning

L per Liquid Learning Places

P per Person in Place Centred Design

Un approccio innovativo mirato a supportare forme di apprendimento che assumono un carattere sempre più ubiquo e che si svolgono in contesti liquidi e coevolutivi, in cui il soggetto è chiamato a gestire il proprio processo di apprendimento in un’ottica di autorealizzazione e connettività sociale.

Il modello del Complex Learning si sposa alla filosofia del DULP, essendo caratterizzato da apertura, dinamicità, flessibilità, ibridazione tra ambienti, linguaggi e modi di interazione; come tale appare un’efficace risposta alla sfida della complessità e dell’imprevedibilità delle forme, le strade e gli esiti dell’apprendere. In esso la possibilità di costruire un ambiente di apprendimento personalizzato attraverso l’uso di tecnologie e strumenti di comunicazione di uso comune  promuove l’attivazione di dinamiche di apprendimento che affrontano i problemi della conoscenza riflettendo la complessità del mondo reale e delle relazioni sociali che si instaurano in esso.

Esistono molte vision del Complex Learning; nella nostra definizione è “un approccio che va oltre il blended learning – inteso come somma della dimensione virtuale e quella presenziale […] con la sua molteplicità di attori, risorse, forme e mezzi di comunicazione, dove il risultato è maggiore della somma dei suoi componenti […].  Il termine complex esplicita la complessità delle dinamiche che si attuano grazie al valore aggiunto che si integra a presenza e distanza e che è rappresentato dalla ri-configurazione fra le diverse tipologie di modelli di e-learning, da nuovi legami e nuove gerarchie tra i media, nuovi linguaggi e nuove modalità d’interazione e quindi di “rimediazione” “.

Il Complex Learning ha luogo in un ambiente composito e multidimensionale nel quale gli oggetti non si presentano più come chiusi e auto-consistenti, ma portano con sé il segno delle trasformazioni che subiscono in virtù dell’interazione con e tra i soggetti che non si limitano a fruirne ma li trasformano e li producono. Il ruolo dei soggetti cambia e non è fissato una volta per tutte: ciascuno può esprimere la propria competenza e la propria tutorship in relazione a ciò di cui è maggiormente esperto. La multiattorialità è un altro elemento che sposta l’esperienza oltre il “recinto” del corso, collocandola in una molteplicità di luoghi, concreti e virtuali, abitati e in quanto tali reali. Ciò rende possibile l’acquisizione di competenze aperte, collaborative, orientate al processo; lo sviluppo di capacità metacognitive, di pianificazione, monitoraggio, e valutazione del proprio percorso formativo; il collegamento tra le conoscenze disciplinari, le applicazioni pratiche e la ricerca scientifica; la condivisione dei saperi tra i partecipanti.

L’evento DULP è un’occasione per illustrare il modello del Complex Learning nella declinazione che Learning Community ha delineato e sperimentato, e già descritta in alcuni nostri lavori. Tenteremo, in quella sede, di individuare i punti di contatto tra le quattro dimensioni del DULP e le possibili letture del modello del Complex Learning, per capire quanto quest’ultimo “può essere DULP”.

Il 14 settembre alla 11.30 io e la mia collega Laura Vettraino presenteremo la relazione dal titolo Complex Learning. Un modo possibile per essere DULP; nel pomeriggio, nella sede del DULPCamp, discuteremo sulle applicazioni pratiche del modello in relazione alla figura del complex tutor nel tentativo di delinearne una mappa delle competenze.  Ricordo che l’evento si svolgerà il 14 e il 15 settembre nella sede dell’Università di Tor Vergata a Roma, aula  T1 della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

Il programma del DULP, scaricabile dal sito, si è ora arricchito con la lista degli interventi al DULPCamp.

DULP 2009: il programma

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E’ online il programma del DULP 2009, l’evento-convegno che si svolgerà a Roma il 14 e 15 settembre 2009 e del quale ho già dato notizia in questo blog.   Sono previste sessioni teoriche, demo e un DULP Camp dove sarà possibile discutere e condividere esperienze e strumenti.

Io parteciperò per Learning Community con la mia collega Laura Vettraino alla sessione mattutina del 14 settembre, con l’intervento Complex learning, un modo possibile per essere DULP,  e al DULP camp nel pomeriggio della stessa giornata.

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Programma del DULP 2009
Settembre 14

ore 8:30 – 9:00 -> Registrazione

ore 9:00 – 10.00 -> Presentazione dei contenuti del Demo-DULP

– Esperienze didattiche in ambienti virtuali 3D
Annalisa Boniello

– Saperi P2P
Salvatore Iaconesi, Luca Simeone

– A New European distance training environment delivering VET services: In.Tra.Net system
Maria Riccio, Chiara Sancin, Barbara Caruso

– NET4VOICE – Il riconoscimento vocale come ausilio alla didattica
Cinzia Buscherini, Danila Cremesani, Marco Santini, Gioachino Colombrita, William Costantini, Daniela Tibaldi

– Ambienti “mimetici”: varcare il confine tra off- e on-line
Stefano Penge, Ugo Longo

– E-Portfolio Garamond (titolo da confermare)
Mario Rotta

– DIEL Demo
Francesco Di Cerbo, Gabriella Dodero, Paola Forcheri

– ARE: Ada Rendering Engine
Stefano Penge, Maurizio Mazzoneschi, Vito Modena

ore 9:45 – 11:15 -> Demo-DULP (sessione demo)
(N.B. le demo resteranno attive durante il corso di tutta la giornata)

ore 11.30 – 13:45 -> DULP: riflessioni e suggestioni teoriche

– DULP: complexity, “organicity”, liquidity
Carlo Giovannella

– Complex Learning. Un modo possibile di essere DULP
Eleonora Guglielman, Laura Vettraino

– L’apprendimento fra reale e virtuale: percorsi, processi identitari e appartenenze comunitarie
Andrea Volterrani, Angela Spinelli

– La sabbia e la farfalla. Controllo e complessità nell’apprendimento
Marcello Bettoni

– Self-regulated and Informal Learning: Understanding How New Digital Contexts Support Autonomous Learning Processes
Verónica Donoso, Licia Calvi

ore 15:00 – 18:15 -> DULPcamp

ore 18:15 – 19:15 -> Tutorial

– Internet 2.0 e Open Source per la didattica scolastica
Elisa Spadavecchia

ore 20:00 -> Fraschettata DULPCamp

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Settembre 15

ore 9:00 – 10:45 -> DULPcamp: definizione collettiva di un’agenda per il futuro

ore 11:00 – 13:15 -> Il DULP e le discipline

– Wiki e Matematica: costruzione di competenze
Michele Baldassarre, Anna Lucia Averna

– Collaborative Language Learning for Professional Adults
Linda Joy Mesh

– Lingue classiche, complessità e competenze
Marialetizia Mangiavini, Marcello Bettoni

– Ubiquitous Anthropology
Luca Simeone, Salvatore Iaconesi

– Collective drawing
Roberto Grossa, Cristina Stefanelli

ore 14:15 – 16:45 -> Strumenti per il DULP

– Portar via per condurre altrove: suggestioni e annotazioni metodologiche sull’orizzonte di senso di una blogoclasse
Andreas Robert Formiconi, Maria Grazia Fiore

– La buona educazione nella scuola che cambia, ossia il bicchiere mezzo pieno della didattica digitale (Invece di bandire i telefonini dalla scuola, proviamo a farne un uso appropriato, cioè didattico)
Raffaella Conversano, Maurizio Binacchi

– Un ambiente integrato per l’apprendimento allargato
Alida Favaretto

– A socio-constructivist perspective on self-assessment: a study case
Paola Nicolini, Tamara Lapucci

– Traces, monitoring … and assessment for DULP
Carlo Giovannella, Andrea Camusi, Chiara Spadavecchia, Valerio De Gioannis, Luca Imperatore, Valerio Allegra

ore 17:00 – 19:00 -> Tutorial

– “A new LIFE”
LIFE’s developers and users

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L’evento si terrà principalmente presso l’Università di Tor Vergata, nell’aula T1 della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

DULP ha anche un gruppo su Facebook.

La forma piatta dell’e-learning e la vita liquida dell’apprendimento

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Da un paio d’anni a questa parte sono stufa di sentire parlare di e-learning: il solo termine mi dà la pelle d’oca. I motivi sono diversi, primo tra tutti è constatare che il termine è ormai inflazionato e non rispecchia più quello che doveva essere il portato innovativo della formazione in rete rispetto alla formazione a distanza, altrimenti detta FaD. Il mio, tengo a precisarlo, non è snobismo nei confronti di un termine che sta diventando popolare e quasi onnipervasivo, né , tanto meno, il desiderio di coniarne un altro per lucidare a nuovo abiti logori.

A parlare di e-learning oggi si rischia di imbattersi nelle modalità più becere di formazione a distanza: quelle, per intenderci, in cui si erogano contenuti statici in ambienti asfittici, ripetendo le dinamiche usuali nella didattica trasmissiva. I famigerati “WBTfici” nella migliore delle ipotesi. Che dire poi delle piattaforme: tutte uguali, somiglianti a se stesse, diventano un surrogato e sovente una brutta copia dell’aula nel proporre una formazione bidimensionale, appunto da piatta-forma.

Queste e altre cose le sto dicendo da diverso tempo, e quando parlo di complex learning mi riferisco a un modello che sfrutti al meglio le potenzialità degli ambienti di rete, virtuali e non, svincolandosi definitivamente dalla forma piatta delle varie infrastrutture per creare spazi aperti, flessibili e capaci di ibridarsi tra loro. Dove l’ambiente di apprendimento sia ridisegnato da chi lo usa, e l’esperienza di apprendimento non sia limitata nella camera stagna di un luogo predefinito.

Oggi questa esigenza di “liquidità” degli ambienti e delle esperienze di apprendimento si sta concretizzando nella sperimentazione di modelli e iniziative innovative; dopo tanto tempo, per la prima volta non ho più l’impressione di parlare al vento. Un evento, in particolare, segnalato da Gianni Marconato nel suo blog, ha attirato la mia attenzione: si tratta del DULP, il cui acronimo sta a significare:

D per Design Inspired Learning 
U per Ubiquitous Learning 
L per Liquid Learning Places 
P per Person in Place Centred Design  

Ossia:  apprendimento ispirato dalla progettazione; apprendimento ovunque; luoghi di apprendimento liquidi; progettazione con al centro la persona. Il DULP è definito un “nuovo paradigma” dai suoi fondatori; che lo sia o no, è stato sviluppato nell’Università di Roma di Tor Vergata e, nel tempo, ha coinvolto le Università di Catania e Siena e una prima rete di scuole e singoli docenti desiderosi di sperimentare. Il 14 e 15 settembre si terrà il primo evento DULP 2009  all’Università di Tor Vergata, nell’aula T1 della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

Scrivono i promotori:  Facile prevedere che gli attori dei futuri processi formativi popoleranno nomadicamente spazi fisici sempre più sensibili e responsivi, interagiranno con questi ultimi in maniera estremamente naturale utilizzando i gesti, il parlato, la propria emotività dando sempre meno peso agli aspetti funzionali e vantaggio delle cosiddette “use qualities” a definire “the one’s personal EXPERIENCE”.

Se i risultati saranno pari alle premesse, il futuro prossimo venturo è già arrivato, in forma multidimensionale. E’ ora di uscire dalle due dimensioni dell’e-learning versione “figura piana” e abbracciare un’idea di apprendimento a tutto tondo.