EVENTO 11 marzo 2016: Ai confini dell’apprendimento

Come stanno cambiando i modi di insegnare e di apprendere? Quali opportunità e quali orizzonti si possono esplorare attraverso le tecnologie digitali? Cosa cambia nella formazione dal punto di vista organizzativo? Quali sono le strategie didattiche che possono realmente cambiare la scuola, l’università, la formazione continua? In una parola, cosa c’è ai confini dell’apprendimento?
A queste domande – e a molte altre – si cercherà di dare alcune risposte l’11 marzo prossimo, nella splendida cornice dell’Abbadia di Fiastra, nelle Marche, tra Tolentino e Macerata. A Fiastra si terrà infatti un workshop promosso e organizzato da Smart Skills Center e Laboratorio Formazione, con il patrocinio dall’Università di Macerata.

La giornata di confronto è dedicata proprio Ai Confini dell’Apprendimento – E-learning, formazione continua e modelli metodologico-didattici innovativi, e rappresenta prima di tutto un’occasione per capire come funziona e quali possibilità permette di attuare il progetto eKnow, un portale di e-learning dedicato interamente alla formazione di insegnanti e formatori e all’apprendimento permanente, dove, partendo dal quadro di riferimento europeo sulle competenze chiave necessarie ai futuri cittadini dell’unione, si propongono corsi totalmente in rete basati su vari modelli, talora sperimentali: dai MOOCs a corsi supportati da e-tutor professionisti e basati su attività interattive e collaborative, da percorsi brevi centrati sulla soluzione di problemi a percorsi di scoperta georeferenziati, fino a comunità di innovazione gestite da esperti, Coach e Information Broker.

A Fiastra, durante la mattinata del giorno 11 marzo, ci si confronterà prima di tutto sui vari modelli e tipologie di e-learning che il progetto eKnow porta avanti, discutendo attorno a dei tavoli coordinati da alcuni dei collaboratori del progetto (insegnanti e formatori). Nel primo pomeriggio si apriranno alcune “finestre” sul mondo dell’e-learning e su alcune tendenze in atto, con collegamenti in tempo reale da Bruxelles, Londra e il Quebec. Si proseguirà poi con un confronto aperto tra Mario Rotta (esperto di e-learning e responsabile del progetto eKnow) e Beatrice Ligorio (Università di Bari).

Il programma è inoltre aperto a qualsiasi altro contributo critico: gli stessi organizzatori cercheranno di animare il confronto sia in presenza che attraverso i social.
Nel corso della giornata verrà anche presentato il concorso Smart Education, un’opportunità per gli insegnanti e le scuole che vogliono realizzare un progetto di e-learning.
La partecipazione ai workshop è aperta a tutti e totalmente gratuita. Basta visualizzare il programma e compilare il modulo di iscrizione. Alle 13, presso la Foresteria dell’Abbadia di Fiastra, sarà offerto un rinfresco.  

workshop

Jurassic Congress

Dinosauri

Di ritorno da Milano, eccovi le mie impressioni sul VII Congresso Nazionale Sie-l che si è svolto dal 20 al 22 ottobre. Premetto che forse troverete questa nota un po’ troppo simile a quella che a suo tempo scrissi per Didamatica 2010, ma a mia discolpa aggiungo che avrei voluto offrirvi uno spaccato differente.

Ho assistito alle sedute plenarie con un senso di disagio che inizialmente non sapevo ricondurre a un motivo preciso. Poi mi sono resa conto (in ritardo, ma sono un po’ miope…) che al tavolo dei relatori c’erano le stesse facce che avevo visto a Didamatica. Età media: 60-70. Familiarità con le tecnologie: prossima allo zero (si chiama analfabetismo digitale). Successivamente ho realizzato che il principale motivo di disagio era che non si stava parlando di e-learning. Semplicemente, l’e-learning non c’era; e se c’era era di sfondo, come un nebbioso panorama richiamato dai relatori con l’uso del termine – quando non lo chiamavano “formazione a distanza”.

Seduta sulla poltrona rivestita in pelle umana della sala convegni del Politecnico ho cercato di seguire il filo dei discorsi, ma confesso che lo sbadiglio subentrava impietoso. Sembrava uno dei tanti convegni di Confindustria in cui tutti parlano e tu, in sala, capisci le parole ma non riesci a dare un senso compiuto al discorso, un’utilità, un’attinenza con il tema trattato. L’esponente del ministero racconta che nel loro sito hanno aperto uno spazio riservato in cui i funzionari possono andare a prelevare i documenti facendone il download. E il chairman entusiasta commenta: fantastico, quello che fate è e-collaboration, e ci vedo anche molto apprendimento informale! (Confesso che a quel punto mi sono dovuta sforzare per non scoppiare a ridere).

Il referente di uno dei maggiori istituti di ricerca, presente nel 90% dei progetti europei, illustra il suo discorso con noiose slides testuali che non riesce ad aprire confessando candidamente la sua totale estraneità con le tecnologie. Chissà la faccia se anziché fuggire dopo il suo intervento avesse assistito alla presentazione con Prezi fatta il giorno dopo…

Sul programma ho cercato invano i nomi delle persone che in Italia si occupano di e-learning a livello di eccellenza. Tutti o quasi assenti; presenti, in compenso, illustri esponenti dell’intellighenzia accademica e istituzionale, quelli che stanno al vertice della gerarchia mentre gli altri, negli scantinati, fanno ricerca.

Ho fatto la mia relazione proprio in uno scantinato, il luogo dove eravamo relegati, per la maggior parte, noi più “giovani” (???) e meno conosciuti ricercatori, mentre i dirigenti nella sala in pelle umana si vantavano di come il Congresso, bontà loro, fosse aperto alla partecipazione delle nuove generazioni che hanno qualcosa da dire. E’ tra la polvere che ho assistito alle presentazioni più interessanti, ai tentativi di svecchiare e proporre qualcosa di nuovo in un campo che ormai sembra arenarsi sugli scogli dei learning objects. Tutto questo mentre proseguivano le plenarie di chi spacciava per innovazione vecchi residui ammuffiti di pratiche più o meno tecnologiche vecchie come il cucco.

Il panorama è, come al solito, sconsolante. Se consideriamo che questo è uno dei quattro-cinque (forse meno) convegni italiani più importanti sull’e-learning, non è solo sconsolante ma disastroso. E il fatto che le inevitabili ripercussioni con conseguente dibattito su Facebook, con gli interventi dei più noti esperti di e-learning, siano etichettate da uno degli organizzatori come un “tam tam che ingigantisce l’accaduto”, dimostra la sordità e la cecità di chi continua e continuerà a parlarsi addosso sugli scanni dei tavoli dei blasonati relatori.

 

DULP 2009: il programma

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E’ online il programma del DULP 2009, l’evento-convegno che si svolgerà a Roma il 14 e 15 settembre 2009 e del quale ho già dato notizia in questo blog.   Sono previste sessioni teoriche, demo e un DULP Camp dove sarà possibile discutere e condividere esperienze e strumenti.

Io parteciperò per Learning Community con la mia collega Laura Vettraino alla sessione mattutina del 14 settembre, con l’intervento Complex learning, un modo possibile per essere DULP,  e al DULP camp nel pomeriggio della stessa giornata.

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Programma del DULP 2009
Settembre 14

ore 8:30 – 9:00 -> Registrazione

ore 9:00 – 10.00 -> Presentazione dei contenuti del Demo-DULP

– Esperienze didattiche in ambienti virtuali 3D
Annalisa Boniello

– Saperi P2P
Salvatore Iaconesi, Luca Simeone

– A New European distance training environment delivering VET services: In.Tra.Net system
Maria Riccio, Chiara Sancin, Barbara Caruso

– NET4VOICE – Il riconoscimento vocale come ausilio alla didattica
Cinzia Buscherini, Danila Cremesani, Marco Santini, Gioachino Colombrita, William Costantini, Daniela Tibaldi

– Ambienti “mimetici”: varcare il confine tra off- e on-line
Stefano Penge, Ugo Longo

– E-Portfolio Garamond (titolo da confermare)
Mario Rotta

– DIEL Demo
Francesco Di Cerbo, Gabriella Dodero, Paola Forcheri

– ARE: Ada Rendering Engine
Stefano Penge, Maurizio Mazzoneschi, Vito Modena

ore 9:45 – 11:15 -> Demo-DULP (sessione demo)
(N.B. le demo resteranno attive durante il corso di tutta la giornata)

ore 11.30 – 13:45 -> DULP: riflessioni e suggestioni teoriche

– DULP: complexity, “organicity”, liquidity
Carlo Giovannella

– Complex Learning. Un modo possibile di essere DULP
Eleonora Guglielman, Laura Vettraino

– L’apprendimento fra reale e virtuale: percorsi, processi identitari e appartenenze comunitarie
Andrea Volterrani, Angela Spinelli

– La sabbia e la farfalla. Controllo e complessità nell’apprendimento
Marcello Bettoni

– Self-regulated and Informal Learning: Understanding How New Digital Contexts Support Autonomous Learning Processes
Verónica Donoso, Licia Calvi

ore 15:00 – 18:15 -> DULPcamp

ore 18:15 – 19:15 -> Tutorial

– Internet 2.0 e Open Source per la didattica scolastica
Elisa Spadavecchia

ore 20:00 -> Fraschettata DULPCamp

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Settembre 15

ore 9:00 – 10:45 -> DULPcamp: definizione collettiva di un’agenda per il futuro

ore 11:00 – 13:15 -> Il DULP e le discipline

– Wiki e Matematica: costruzione di competenze
Michele Baldassarre, Anna Lucia Averna

– Collaborative Language Learning for Professional Adults
Linda Joy Mesh

– Lingue classiche, complessità e competenze
Marialetizia Mangiavini, Marcello Bettoni

– Ubiquitous Anthropology
Luca Simeone, Salvatore Iaconesi

– Collective drawing
Roberto Grossa, Cristina Stefanelli

ore 14:15 – 16:45 -> Strumenti per il DULP

– Portar via per condurre altrove: suggestioni e annotazioni metodologiche sull’orizzonte di senso di una blogoclasse
Andreas Robert Formiconi, Maria Grazia Fiore

– La buona educazione nella scuola che cambia, ossia il bicchiere mezzo pieno della didattica digitale (Invece di bandire i telefonini dalla scuola, proviamo a farne un uso appropriato, cioè didattico)
Raffaella Conversano, Maurizio Binacchi

– Un ambiente integrato per l’apprendimento allargato
Alida Favaretto

– A socio-constructivist perspective on self-assessment: a study case
Paola Nicolini, Tamara Lapucci

– Traces, monitoring … and assessment for DULP
Carlo Giovannella, Andrea Camusi, Chiara Spadavecchia, Valerio De Gioannis, Luca Imperatore, Valerio Allegra

ore 17:00 – 19:00 -> Tutorial

– “A new LIFE”
LIFE’s developers and users

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L’evento si terrà principalmente presso l’Università di Tor Vergata, nell’aula T1 della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

DULP ha anche un gruppo su Facebook.

Un dibattito sugli e-book

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Il dibattito sugli e-book che si è svolto in rete nelle scorse settimane e del quale ho dato notizia nel blog ha visto la partecipazione di numerosi esperti, tra cui la sottoscritta, i cui interventi sono stati raccolti in un libro, naturalmente elettronico.

L’operazione è stata realizzata da Agostino Quadrino, direttore di Garamond, che ha riunito in un e-book tutti gli interventi sull’argomento di discussione  “e-book a scuola, ideologia e interessi” aperto sul gruppo della casa editrice su Facebook. L’e-book è disponibile sul sito dell’editore, dove può essere prelevato gratuitamente, (è rilasciato con licenza Creative Commons) dopo una semplice registrazione; raccoglie 200 interventi postati tra il 26 aprile e il 18 maggio 2009 e che hanno contribuito alla costruzione di un’opera aperta e collaborativa.

L’iniziativa ci sembra interessante e mette a disposizione di tutti il patrimonio di scambi di pareri e di idee che si è andato accumulando nei giorni del dibattito tra chi è favorevole all’introduzione degli e-book nelle scuole e chi intravede invece nell’operazione delle criticità; il tutto nell’ottica di un confronto positivo e appassionato, a riprova di come anche i social network siano un luogo di costruzione di conoscenza.

Oltre l’e-book: le risorse aperte in rete e l’Open Access

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In questi giorni si sta svolgendo in rete un interessante dibattito sugli e-book,che vede contrapporsi le argomentazioni dei fautori entusiasti e quelle dei critici dubbiosi. I toni di questa discussione sono riassunti efficacemente da Gianni Marconato nel suo blog.

Tra i vari spunti dati dai partecipanti, uno dei più stimolanti è quello che torna alla questione delle risorse aperte e condivise. Uno dei leit-motiv del dibattito, infatti, concerne lo sviluppo e la diffusione di un un nuovo modo di concepire i materiali didattici, uscendo dal confine del manuale cartaceo per introdurre nella scuola materiali ipertestuali e ipermediali; e, non ultimo, affrancarsi dalla logica dei grandi gruppi editoriali per proporre risorse fluide, flessibili e implementabili a un costo accessibile.

A questo riguardo Antonio Fini fa notare  giustamente che i contenuti degli e-book costituiscono comunque prodotti a pagamento e soggetti a vincoli di copyright; e che l’innovazione, da questo punto di vista, sarebbe solo apparente. Mi sembra utile riprendere il discorso delle risorse aperte in rete, che a livello educativo ha dato vita a un vero e proprio movimento denominatosi edupunk, e che vede il proliferare di iniziative e portali in cui si possono prelevare materiali, articoli e saggi di ottima qualità.

La cosa non è nuova. Già da alcuni anni esiste un movimento, Open Access, nato in ambito accademico, a favore della libera diffusione di contenuti attraverso Internet, nato per svoncolare gli autori dal giogo della pubblicazione su riviste scientifiche a pagamento. L’editoria scientifica, infatti, è controllata da un piccolo numero di gruppi editoriali distribuita a costi talmente elevati che spesso le stesse istituzioni accademica non sono in grado di sostenerne i costi.  Open Access combatte contro la proprietà intellettuale nella comunicazione scientifica promuovendo forme alternative di comunicazione che si avvalgono delle tecnologie di rete: l’accesso all’informazione scientifica deve essere gratuito, almeno nella sua forma elettronica.

Un’iniziativa analoga è il  Progetto Science Commons, varato dall’organizzazione non profit Creative Commons, varato nel 2005 con l’obiettivo di promuovere l’innovazione nella scienza abbattendo i costi legali e tecnici per la diffusione e il riutilizzo dei lavori scientifici; il progetto si propone di perseguire queste finalità rimuovendo gli ostacoli alla collaborazione scientifica incoraggiando i ricercatori, le università e le imprese a condividere letteratura scientifica, dati e materiali.

I social networks stanno amplificando le possibilità di questi movimenti, con la costituzione di gruppi di utenti che condividono liberamente i contenuti autoprodotti; su siti come Scribd e Slideshare si possono trovare contributi di alto livello da parte di rappresentanti della comunità scientifica.

Su Open Access e sui movimenti legati alla cultura dell’Open Source e del Free Software ho pubblicato il contributo La libertà in rete. Mi sembra più che mai attuale visto che l’innovazione è un fatto culturale e non solo tecnico.