IL BLOG DI ELEONORA GUGLIELMAN

Uno spazio dedicato alla formazione, l'apprendimento e le tecnologie di rete

Tecnologie, digital divide e accessibilità

Quello delle tecnologie accessibili per l’inclusione sociale è il tema “caldo” di cui mi sto occupando attualmente. Se l’argomento ti interessa e vuoi scambiare e condividere idee al proposito, contattami in uno dei miei Network

Le nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione costituiscono un fattore chiave per il cambiamento e contribuiscono in maniera determinante ai processi di trasformazione nel campo dell’istruzione e della formazione. L’innovazione tecnologica, che permea sempre più rapidamente e in profondità il sistema socioeconomico, rende necessario un continuo adeguamento delle nostre conoscenze, che sono sempre più soggette a una rapida obsolescenza: per evitare il rischio di esclusione sociale occorre acquisire le competenze necessarie per accedere all’informazione padroneggiando gli strumenti di comunicazione.
Il Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente, documento comunitario fondamentale nella strategia europea di Lifelong Learning, definisce una serie di indicazioni finalizzate alla realizzazione di un sistema di istruzione e formazione permanente che coinvolga e includa tutte le sfere della vita, sia pubblica sia privata; realizzare questo sistema, adattando la formazione e l’istruzione alle esigenze degli individui e valorizzando le competenze acquisite in tutti i campi della vita, compresi i saperi informali e non formali, significa rendere possibile una cittadinanza attiva per tutti, con un conseguente incremento del benessere sociale e dell’occupabilità.
Le competenze di base, che tutti dovrebbero possedere a prescindere dal tipo di percorso formativo o scolastico prescelto, comprendono la capacità di utilizzare le tecnologie informatiche e gli strumenti di comunicazione telematica, ritenuti indispensabili per adeguarsi alla gestione dei flussi di informazione della società attuale. Si tratta della così detta alfabetizzazione digitale, indispensabile per contrastare il digital divide, ossia la disuguaglianza nell’accesso e l’utilizzo delle TIC da parte di categorie di persone o di intere aree geografiche, alla cui base esistono disparità che possono essere di tipo economico, culturale, sociale e politico.
L’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione costituisce tuttora un problema per alcuni gruppi di persone; tra queste le persone disabili e quelle che presentano deficit e difficoltà tali da non poter utilizzare pienamente gli strumenti e le risorse tecnologiche, come gli anziani e le persone temporaneamente confinate a letto in casa o in ospedale.
Con il Piano d’Azione eEurope 2002 l’Unione Europea ha formalizzato tre obiettivi fondamentali per la realizzazione di un’Europa digitale:
•    fornire di collegamenti online tutti i cittadini, le scuole, le imprese, le abitazioni e le amministrazioni;
•    far sì che tutti acquisiscano la padronanza degli strumenti digitali e la cultura imprenditoriale necessaria per sviluppare nuove idee;
•    fare in modo che l’intero processo generi inclusione e non emarginazione.
Quest’ultimo punto è fattibile se gli utenti disabili possono utilizzare pienamente Internet: e-partecipation, quindi, a significare che lo sviluppo della società dell’informazione deve tenere conto delle loro necessità.
Il Consiglio di Lussemburgo (8 ottobre 2001) ha sottolineato come il potenziale delle TIC vada impiegato a favore delle persone disabili con l’agevolazione di servizi e contenuti online e rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono la completa fruizione. Questi obiettivi, già delineati in parte in altri documenti, sono stati meglio esplicitati in alcune iniziative mirate a integrare pienamente i disabili nella società dell’informazione, con la nuova fase del piano d’azione, eEurope 2005, Una società dell’informazione per tutti (2002).
Sempre nel 2002 la risoluzione eAccessibility for people with disabilities per l’abbattimento delle barriere d’accesso alla società basata sulle tecnologie dell’informazione ha posto le basi per l’attuazione di campagne informative, programmi e progetti tecnologici e per l’adozione delle linee guida WAI, Web Accessibility Iniziative. Secondo le linee guida WAI un sito deve essere accessibile a prescindere dalle disabilità degli utenti, della tecnologia che utilizzano e del contesto un cui operano.
All’interno della WAI opera il W3C (World Wide Web Consortium), il quale ha redatto delle indicazioni fondamentali per l’accessibilità dei siti  web. L’accessibilità coinvolge diverse dimensioni della progettazione dei siti web, a livello di design, codice, struttura e contenuti:
•    linguaggio chiaro, semplice ed efficace;
•    possibilità di un uso facile e agevole per tutti;
•    velocità di caricamento delle pagine;
•    visibilità e leggibilità per tutti.