IL BLOG DI ELEONORA GUGLIELMAN

Uno spazio dedicato alla formazione, l'apprendimento e le tecnologie di rete

L’apprendimento in rete e l’innovazione negata

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Mi è capitato di riflettere, in questi giorni, sul significato reale della parola “innovazione” per quanto riguarda le tecnologie di rete e dell’apprendimento. Il motivo delle riflessioni è dato da una serie di comunicazioni ricevute, rispettivamente, dall’Agenzia Nazionale Leonardo da Vinci e dall’Ufficio della Commissione Europea in merito alle valutazioni di alcuni progetti che ho presentato per il Lifelong Learning Programme.

Le proposte presentate si basavano sull’approccio dell’e-learning 2.0, la sua ibridazione di spazi, ambienti e attori per la costruzione di un ambiente di apprendimento personalizzato; un modo nuovo di vivere l’esperienza formativa, facendola uscire dai confini della piattaforma per avvicinarla alla vita di tutti i giorni, quella in cui utilizziamo strumenti di comunicazione e di socializzazione per conversare con gli amici e scambiare idee.

Beh, sembra che i valutatori non siano d’accordo sulla portata innovativa di tutto questo: sostengono che l’e-learning 2.0 lo fanno già tutti, dappertutto, praticamente da sempre. A guardarmi in giro non sembrerebbe, ma forse mi è sfuggito qualcosa. Forse mi è sfuggito che la didattica universitaria non è più inscatolata nelle piattaforme, e che nei convegni sull’e-learning organizzati dagli atenei non si grida al miracolo descrivendo le mirabolanti funzioni di Moodle o Docebo. Mi è sfuggito che in tutte le scuole si pratica da tempo il complex learning, e che tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado hanno familiarità con skype, si ritrovano in facebook, chiacchierano in orkut, bazzicano myspace, scrivono sui wiki, pubblicano il proprio blog. Mi è sfuggito che il WBT è finalmente andato in pensione, assieme alle migliaia di corsi contenutistici del tipo “leggi e deglutisci” con interazione a livello zero e qualche slide o animazione in flash per rendere più appettibile il bollito. Mi è sfuggito che ora la rete esprime la sua piena potenzialità nell’e-learning e che l’e-learning nelle aziende, nella PA, nell’istruzione e nella formazione utilizza appieno tutte le potenzialità della rete.

Mi è sfuggito, soprattutto, che viviamo in paese all’avanguardia a livello tecnologico, dove i mezzi e le infrastrutture sono di ultima generazione, tutti sono in possesso delle competenze digitali e l’e-learning 2.0 è entrato pienamente in tutte le esperienze di apprendimento, e che è finita l’era in cui passavano progetti sull’insegnamento delle lingue attraverso la radio o i CDrom.

Ho un dubbio… mi sta sfuggendo dell’altro?

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